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Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata BWV 4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!

prima italiana

testo, regia, scenografia e costumi di Angelica Liddell
luci di Carlos Marquerie
suono di Antonio Navarro
con Angelica Liddell e Sindo Puche (in alternanza con Borja Lopez)

Una coproduzione con Théâtre Vidy-Lausanne, Odéon-Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza – Comune di Vicenza – Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, La Bâtie-Festival de Genève, Künstlerhaus Mousonturm, Bonlieu Scène nationale Annecy
con il sostegno di Comunidad de Madrid and Ministerio de Educación, Cultura y Deporte – INAEM 

durata: 90 min senza intervallo

Programma

Per Angelica Liddell la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi è un inno all’amore. Un testo biblico a partire dal quale costruire un’eresia, trasferendo l’ardore dell’amore divino in passione profana. L’artista catalana concepisce una sorta di mistica al contrario, capovolta, in cui la chiesa è un teatro, e la scena un altare. Creando così un luogo per raccontare l’amore, l’amore come sacrilegio, l’amore come forma del sacro, l’amore come unico senso delle nostre vite. Un lavoro di intreccio tra sacro e profano: trasponendo l’ardore dell’amore per Dio, così come l’ha descritto San Paolo, sul terreno dell’amore profano. Come per verificare, attraverso la rappresentazione, che Dio e l’Amore sono la stessa cosa.

Eccessiva, affascinante, indecente, appassionata, Angelica Lidell usa il teatro per ribellarsi, gridando il suo disgusto della saggezza e raccontando il dolore dell’esistenza. Il suo linguaggio è violento, fisico, il corpo è oggetto del sacrificio. Alla maniera di Artaud, per lei non esiste distanza tra lavoro e vita. come lei stessa dice: “La sfida è sopravvivere a me stessa. L’inconfessabile, la vergogna, ci lega sulla scena”.

Angelica Liddell, scrittrice, drammaturga, attrice e regista dei suoi spettacoli. Nasce a Figueras, nella stessa Catalogna di Salvador Dalí di cui subisce sicuramente il fascino per la sua vena surreale e onirica e l’attrazione per le arti visive. Comincia a scrivere già durante la sua difficile adolescenza e, dopo aver tentato la via del Conservatorio, si laurea in psicologia e arte drammatica. La sua carriera teatrale vera e propria inizia nel 1988 con uno spettacolo dal titolo per certi versi premonitore, “Greta quiere suicidarse”: non si fa infatti alcuno scrupolo in altre occasioni a dire: “lavorare sul palco per me è come un piccolo suicidio”. Nel 1993 fonda la compagnia Atra Bilis e fino al 2010 lavora principalmente in Spagna. A partire da quella data, invitata al Festival di Avignone a presentare due lavori che la critica francese definisce un vero e proprio “pugno allo stomaco”, si apre alla scena internazionale. Da allora si è imposta con una sua personale miscela di recitazione, danza, video, performance e musica dal vivo, affascinando e scioccando il pubblico. Le sue creazioni, sempre oscillando tra realtà e visionarietà, vivisezionano l’universo esistenziale con freddezza e crudeltà, con surrealismo e talvolta con l’algida violenza di un bisturi; sono confessioni, monologhi onirici e immagini reali fatte di passione e misantropia; sul palcoscenico il pericolo della ferita fisica è sempre presente. Ognuno dei suoi spettacoli è un tentativo di redenzione. E’ come se prendesse su di sé, dentro di sé, il dolore del mondo, come se trasferisse nell’intimo del proprio corpo la crudeltà che ci circonda, cercando un’espiazione attraverso il gesto artistico. Anche se, per arrivare a ciò, si debba arrivare fino alla violenza, allo sfinimento. AttIl suo ultimo progetto è il Ciclo delle Resurrezioni, composto da You Are my Destiny (Lo stupro di Lucrezia), Tandy e Primera Carta de San Pablo a los Corintios.