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Galileo: l’ordine dell’occhio al cielo

PRIMA ASSOLUTA
Accademia d’Arcadia | Gianmaria Sortino


ideazione video Gianmaria Sortino
musiche di Vincenzo Galilei, Girolamo Frescobaldi, Cristofano Malvezzi, Giulio Caccini, Giovanni Battista Fontana, Claudio Monteverdi, Biagio Marini, Claudio Saracini, Alessandro Grandi, Michelangelo Galilei, Salomone Rossi, Francesco Turini

interpretate da
Alena Dantcheva soprano
Roberto Rilievi, Leo Moreno tenori
Donato Di Croce basso
Accademia d’Arcadia
Davide Monti, Gian Andrea Guerra violini
Guido De Vecchi viola
Claudia Pasetto viola da gamba
Matteo Cicchitti violone
Marta Graziolino arpa barocca
Giovanni Bellini tiorba e liuto
Filippo Ravizza cembalo
Alessandra Rossi Lürig cembalo e direzione

Sound creator Sofia Costantini

durata: 75 minuti circa senza intervallo

Programma

Galileo: L’ordine dell’occhio al cielo è un progetto performativo che racconta la figura di Galileo Galilei attraverso uno spettacolo in cui si compongono esecuzione musicale dal vivo e videoimmagini. L’obiettivo è dare una prospettiva nuova dell’uomo Galileo, non solo padre del pensiero moderno europeo, ma anche appassionato musicista, figlio di quel Vincenzo Galilei noto teorico, compositore e liutista associato alla Camerata de’ Bardi, che insieme ai membri della Camerata Fiorentina contribuì alla nascita dell’opera lirica e allo sviluppo della teoria musicale. Galileo si trova in mezzo a queste due rivoluzioni: quella scientifica in senso stretto e quella musicale. L’una e l’altra sono inseparabili nella vita di Galileo, e il progetto si propone di raccontare proprio questo: come la scienza e la musica non siano altro per Galileo che la stessa voce di quel “grande libro della natura” che è l’universo, vissuto, grazie anche all›insegnamento del padre, attraverso l›osservazione, l›ascolto e il ragionamento: l’ordine dell’occhio.

L’esecuzione musicale è accompagnata da una proiezione di videoimmagini che trasforma il concerto in un racconto; un racconto libero, perché, al contrario del cinema classico, non dà un significato univoco a una storia così grande e complessa, ma lascia allo spettatore la libertà di orientarsi a proprio modo nel mondo di Galileo, procedendo per allegorie, libere associazioni, atmosfere. La seconda ragione è avvicinare il pubblico alla musica dell’epoca di Galileo: far uscire la musica del XVII secolo dai libri di storia e renderla accessibile, attuale e viva attraverso strumenti contemporanei. È un’evocazione che non vuole né può essere esaustiva; non di una biografia o di un saggio su Galileo si tratta, ma di un affresco, un’immersione in un mondo in cui gli uomini stavano cambiando modo di pensare, affacciandosi vertiginosamente ai nuovi orizzonti della terra e del cielo.
La storia di Galileo Galilei è il ritratto di una geniale, controversa e disperata solitudine.
È la storia di un pensiero ostinato, solo contro tutti e contro il mondo: quell’ostinazione della verità che cambia radicalmente il posto dell’uomo nella storia e, in questo caso, nell’universo. Galileo non guardava mai dove guardavano tutti gli altri. Se si indicava a terra, lui guardava il cielo, e viceversa. È stata questa disobbedienza la causa della sua solitudine di scienziato. L’occhio di Galileo ha segnato l’inizio del pensiero moderno. L’occhio di Galileo non è solo l’organo fisico in sé, ma anche l’occhio immateriale della ragione, è ciò che lo ha spinto a non fidarsi dell’indagine astronomica “a occhio nudo”, ma a guardare dentro un cannocchiale, un occhio potenziato; è ciò che lo ha spinto a diffidare delle teorie ufficiali, già scritte sulla carta, e a indagare coi propri occhi il “libro della natura”. Galileo: l’ordine dell’occhio al cielo è una metafora sulla visione, sulla solitudine e sul buio.

Accademia d’Arcadia