Lovers_1400x372

Lovers

PRIMA ASSOLUTA / Creazione per il festival

Compagnia Naturalis labor

ideazione e regia Luciano Padovani
coreografie Silvia Bertoncelli e Luciano Padovani
musiche originali Diego Dall’Osto e musiche del '500 inglese
danzano Silvia Bertoncelli, Sara Cavalieri, Jessica D’Angelo, Coralie Meinguet, Alberto Munarin, Paolo Ottoboni, Mirko Paparusso, Marco Pericoli, Daniele Salvitto, Camilla Zecca
costumi Chiara Defant
sguardo critico e oggetti scenici Mauro Zocchetta

Programma

Nel contesto architettonico inconsueto della Basilica Palladiana prende vita uno spettacolo itinerante ispirato alle celebri coppie di amanti shakespeariani. Romeo e Giulietta, Amleto e Ofelia, Otello e Desdemona, Bassanio e Porzia e tanti altri: amori dichiarati, fuggiti, ostacolati, difficili, impetuosi, carnali, poetici. Lovers accompagna lo spettatore nell’universo amoroso di Shakespeare su musiche d’epoca e composizioni contemporanee.
Al chiaro di quali lune, nel fitto di quali foreste, fra quali crepe fioriscono le figure degli amanti nell’orizzonte del mondo shakespeariano…? Figure luminose, come “fari sempre fissi”, che fanno da “guida di ogni sperduta barca” (S. 116). Scrive così il Bardo in uno dei suoi sonetti più famosi. Ma in altre sue opere gli amanti appaiono come figure che ardono della loro stessa fiamma e che consumano sotto i nostri occhi quanto di più vivo c’è nell’intero e spesso tragico spettacolo della storia. L’amore si intreccia inestricabilmente con l’odio, con l’invidia, con il potere, con la morte.
Sempre questo stesso amore, d’altra parte, rovesciando le convenzioni sociali e morali, è in grado di suscitare un riso liberatorio e provocatorio ad un tempo. Che cos’è dunque questa forza che chiamiamo amore, che può tutto e il contrario tutto, e perfino tutto e il contrario di tutto assieme? Che può dar vita oppure distruggere, e perfino dar vita e distruggere assieme? Questa forza che tuttavia sembra essere la sola in grado di infrangere l’isolamento degli esseri umani?
Su questi sfondi si stagliano le immagini degli amanti, travolti dall’amore e travolti anche dagli avvenimenti. Noi seguiamo questi amanti nei loro percorsi, aspettiamo di vederli riuniti quando ci sembra di averli persi di vista nel fragore degli eventi, come se nella loro storia si giocasse qualcosa di essenziale anche per noi.
Quasi involontariamente con la nostra immaginazione creiamo e percepiamo una tensione simile a quella fra il primo piano e lo sfondo di un’immagine: la tensione fra gli amanti e il “mondo”. Come se l’amore separasse gli amanti dal “resto del mondo”, come se creasse un altro mondo, un mondo intero per loro, separato, esclusivo eppure fragile.
Un mondo spesso minacciato oppure, altre volte, minato alle sue stesse fondamenta. Perché quelle fondamenta non poggiano che sull’animo umano… e Shakespeare ha saputo scandagliarne le profondità e le ambiguità così acutamente da consegnarci un’immagine dell’individuo con la quale ancora oggi noi ci confrontiamo.
Lovers si nutre delle suggestioni shakespeariane per indagare le tortuose tensioni che erotizzano gli spazi, le relazioni e gli eventi e diventano terreno inaspettato per l’amore. Un’esplorazione poetica, cruda e a tratti grottesca all’interno dell’animo umano, delle sue pieghe e delle sue dinamiche che innestano la sensualità nelle passioni più scure, nelle condizioni più difficili o nel gusto giocoso del piacere.

SI CONSIGLIA UN ABBIGLIAMENTO COMODO