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OCTAVIA. TREPANATION

ideazione di Boris Yukhananov e Sergej Adonjev
da Ottavia attribuita a Lucio A. Seneca
libretto Boris Yukhananov e Dmitri Kourliandski
musica Dmitri Kourliandski
regia Boris Yukhananov

con la partecipazione della Schola Poliphonica Santuario di Monte Berico

Adriano Ronzani, Laura Santagiuliana, Cristiano De Palma, Gianni Munaro, Monica Meneghetti, Nicola Salvarese, Mauro Vaccari, Ornella Schito, Valeria Bagarella, Mariarosa Bogoni, Valeria Piana, Giovanni Rigoni, Giovanna Crosta, Flavia Bressan, Cinzia Frasson, Marina Magnabosco, Alessandro Campi, Pasquale Iodice, Mauro Dalla Massara, Annamaria Sgaggero, Olga Consagro, Francesca Pantaleoni, Angela Rossi, Diego Zanotto, Chiara Maria Compagnin

maestro del coro Silvia Fabbian

Una produzione Stanislavsky Electrotheatre Mosca | Fondazione Lenin UK | Holland Festival 
in collaborazione con Change Performing Arts

durata 1h 40min

Programma

Octavia. Trepanation è definita dagli autori “un’opera-operazione sulla tirannia”. Tratta dalla tragedia attribuita a Seneca, ha come protagonista l’imperatore romano Nerone con le sue sanguinarie vicende , ma nell’opera di Seneca si innestano testi tratti da un saggio di Lev Trotskij su Vladimir Lenin. Attraverso le parole ed i personaggi di un testo classico, questo progetto a cavallo tra teatro, musica ed installazione visiva indaga i meccanismi sanguinari della rivoluzione bolscevica di cui quest’anno ricorre il centenario. Un coro di soldati, come una armata dei celebri guerrieri cinesi di terracotta qui senza testa, esegue tradizionali canti rivoluzionari, distorti al punto da essere difficilmente riconoscibili. La testa di Lenin subisce una trapanazione per asportarne la matrice violenta della rivoluzione: la fronte viene aperta per rimuovervi la morte, il sangue e la vocazione alla tirannia e per essere sterilizzata fino ad ospitare una pacifica icona del Buddha. L’origine della rivoluzione sanguinaria viene così rimossa per eliminare per sempre la nozione stessa di guerra. Un tiranno viene trasformato e mandato nel Nirvana. Può l'arte riuscire a spiegare la tirannia?

Boris Yukhananov è regista teatrale e cinematografico, teorico delle arti, romanziere, poeta, artista ed educatore. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Voronezh, specializzandosi in recitazione (1979) e al GITIS (Accademia Russa di Arti Teatrali), dove si specializza in regia con Anatoly Efros e Anatoly Vasilyev (1986). Durante i suoi studi al GITIS lavora come assistente di Efros ne La Tempesta di Shakespeare e di Vasilyev in Cerceau di Viktor Slavkin al Teatro Taganka. Nel 1985 fonda Teatr-Teatr, la prima Compagnia teatrale indipendente dell’Unione Sovietica. È stato tra i fondatori del movimento cinematografico Cine Phantom, di cui facevano parte riviste, festival, studi cinematografici, distributori e il primo cineclub russo.

Stanislavsky Electrotheatre. Fondato circa un secolo fa, nel 1915, come uno dei primi luoghi dedicati al cinema di Mosca con il nome di ARS Electrotheatre, dopo la rivoluzione diventa lo studio di opera e teatro drammatico di Konstantin Stanislavsky cambiando nome in Stanislavsky Drama Theatre per assumere, poco dopo, quello attuale. A metà 2013, con la carica di direttore artistico assegnata a Boris Yukhananov, viene intrapresa una ricostruzione completa dei vecchi interni dell’edificio; questo ha permesso di creare una nuova piattaforma multifunzionale non solo per il teatro ma anche per mostre, conferenze e performance artistiche.

Dmitri Kourliandski ha studiato al Conservatorio di Mosca con Leonid Bobylev. Ha vinto numerosi concorsi di composizione in Italia, Olanda, Svizzera, Francia, Austria e Russia. È autore di musica orchestrale e da camera e di opere eseguite in tutto il mondo da grandi solisti ed importanti ensemble. Kourliandski è fondatore e direttore artistico dell'Accademia Internazionale per Giovani Compositori della città di Čajkovskij. È autore musicale dello Stanislavsky Electrotheatre. Kourliandski è ad oggi uno degli esponenti di spicco della giovane scuola russa contemporanea. La sua musica, caratterizzata e idealizzata attraverso quello che è stato definito "catastrofismo tecnologico", raccoglie l'eredità del movimento costruttivista di matrice russa degli anni '20.