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Biglietti

Intero: 18,00 euro
Over 65: 15,00 euro
Under 30: 15,00 euro

I biglietti di "Hamletmachine" sono disponibili:
• alla biglietteria del Teatro Comunale (a luglio, nei giorni e orari di apertura della campagna abbonamenti)
• on-line sul sito www.tcvi.it
• nelle filiali della Banca Popolare di Vicenza

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HAMLETMACHINE

ideazione, regia, luci e scene Robert Wilson
testo di Heiner Müller
co-regia Ann-Christin Rommen

progetto di Spoleto Festival dei 2 Mondi | Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”
curato da Change Performing Arts

con gli allievi attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico: Liliana Bottone, Grazia Capraro, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Francesco Cotroneo, Angelo Galdi, Alice Generali, Adalgisa Manfrida, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Camilla Tagliaferri, Luca Vassos, Barbara Venturato

drammaturgia Wolfgang Wiens
assistente alla regia Giovanni Firpo
collaboratore alle luci John Torres
costumi Micol Notarianni dai disegni originali William Ivey Long
collaboratore alla scenografia Marie de Testa
sound designer Thorsten Hoppe con Antonio Neto dal disegno originale originale Scott Lehrer
musiche Jerry Leiber e Mike Stoller

dal disegno originale di Jennifer Tipton e Robert Wilson

video originale Richard Rosenbaum

operatore luci Aliberto Sagretti
tecnico del suono Antonio Neto
stage manager e attrezzeria Giuliana Rienzi
direttore di scena Camilla Piccioni
allestimento scenico Ottorino Neri
realizzazione sculture e oggetti di scena Opificio Milano Marco Teatro, Fabrizio Folco Zambelli
direttore tecnico Mauro Farina
assistente di Robert Wilson Owen Laub
organizzazione e amministrazione Micaela Comasini ed Elisa Crespi
con la collaborazione di Ilaria d’Agostino e Anita Ricci
delegato di produzione Virginia Forlani
nuova versione basata sulla produzione originale del 7 Maggio 1986 alla New York University, New York
progetto di Change Performing Arts commissionato da Festival di Spoleto 60
per l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico

Programma

Concepito nel 1977 dopo il primo viaggio in America dell’autore, Hamletmachine nasce originariamente dall’incontro tra Heiner Müller e Robert Wilson, venendo alla luce quasi nove anni più tardi. L’amicizia tra Robert Wilson e lo scrittore della DDR Heinrich Müller non fu solo leggendaria, ma anche estremamente produttiva: Müller scrisse testi per la Sezione Coloniadi The Civil warS (1984), The Forest (1988) e La Mort de Molière (1994), e alcuni di questi vennero usati in Medea (1984), Alceste (1986) e Ocean Flight (1988). Müller dichiarò successivamente che la versione di Hamletmachine concepita da Wilson fosse "il miglior spettacolo di sempre" nella sua intera carriera, celebrando l’opera per l’incredibile e innovativo impianto illuminotecnico e visivo e per la quasi totale assenza di interpretazione scenica. Elogiato da Gordon Rogoff nei suoi scritti come "un trionfo", valse a Wilson un Obie Award come Miglior Regista. La prima messa in scena risale al 7 Maggio 1986 sul palcoscenico del teatro della New York University con la partecipazione degli allievi stessi; la versione tedesca segna invece il suo debutto il 4 Ottobre dello stesso anno alla Kunsthalle di Amburgo. Lo spettacolo non è stato più ripreso da allora, e ritorna in scena quindi dopo ben trentuno anni grazie alla commissione di Festival di Spoleto 60 e alla partecipazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico che lo ripropone a Vicenza nell’ambito di conversazioni 2017 / 70° Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico.

Robert Wilson. Nato a Waco in Texas, Robert Wilson è tra i più importanti artisti visivi e teatrali al mondo. Il suo lavoro si serve di diverse tecniche artistiche integrando magistralmente movimento, danza, pittura, luce, design, scultura, musica e drammaturgia. Dopo gli studi all’Università del Texas e al Pratt Institute di Brooklyn, alla metà degli anni ’60, Wilson fonda a New York il collettivo artistico “The Byrd Hoffman School of Byrds” con cui elabora i suoi primi originali spettacoli, Deafman Glance – Lo sguardo del sordo (1970) e A Letter for Queen Victoria (1974-1975). Nel 1976 firma con Philip Glass Einstein on the Beach, performance che cambia la concezione convenzionale dell’opera come forma artistica. Negli anni ha stretto collaborazioni con autori e musicisti del calibro di Heiner Müller, Tom Waits, Susan Sontag, Laurie Anderson, William Burroughs, Lou Reed e Jessye Norman. Disegni, dipinti e sculture di Wilson sono stati esposti in centinaia di mostre collettive e personali, e fanno parte di collezioni private e musei in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la nomination per il Premio Pulitzer, due premi Ubu, il Leone d’Oro per la scultura alla Biennale di Venezia e il premio Laurence Olivier. È stato nominato all’Accademia Americana di Arti e Lettere e Commandeur des Arts et des Lettres in Francia. Wilson è il fondatore e il direttore artistico del Watermill Center, un laboratorio creativo dedicato alle arti, con sede a Watermill, Long Island.

Heiner Müller. Nato ad Eppendorf, in Sassonia, nel 1929, Heiner Müller è considerato il più importante autore tedesco dopo Bertolt Brecht. La sua arte si è distinta nel teatro e nella poesia, facendone anche uno scrittore e un saggista di merito. Il lavoro di Müller, con i suoi testi enigmatici e frammentari, è un contributo significativo al teatro postmoderno. L’autore ha affrontato i problemi della realizzazione concreta della nuova società, mettendone in rilievo nel contempo contraddizioni persistenti ed emergenti ostacoli, generatisi a danno dell’individuo, per sua stessa responsabilità. Tra le sue opere, che hanno visto anche la ritrascrizione di tragedie greche e shakespeariane (Philoktet, 1965; Ödipus Tyrann, 1967; Prometheus, 1969; Macbeth, 1972) figurano Germania Tod in Berlin (1971), Die Schlacht e Traktor (1975), Leben Gundlings. Friedrich von Preussen. Lessings Schlaf Traum Schrei (1976), aggressivamente parodistici delle idealità borghesi. È tuttavia la fase degli anni ’80 quella in cui approda ad un nuovo linguaggio drammaturgico, in cui alla riduzione dell’intreccio si unisce un dolente pessimismo. Tra i testi di questo periodo figurano Hamletmachine (1986) e Quartett (1987), entrambe affidate alla regia di Robert Wilson, con cui aveva saldato tempo prima una forte amicizia e intensa collaborazione. Grazie alla sua fervida attività, Müller viene ammesso all’Accademia delle Arti della Germania dell’Est (1984) e all’Accademia delle Arti di Berlino Ovest (1986). Entrato nel direttorato del Berliner Ensemble nel 1992, diventa direttore artistico nel 1995, poco prima di morire.