Biglietti

Unico: 5,00 euro

I biglietti di "20 Silences" saranno a breve disponibili:
• alla biglietteria del Teatro Comunale (a luglio, nei giorni e orari di apertura della campagna abbonamenti)
• on-line sul sito www.tcvi.it
• nelle filiali della Banca Popolare di Vicenza

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20 SILENCES

ideazione e interpretazione Charles Chemin
musica Dom Bouffard
luci Aliberto Sagretti
assistente Giovanni Firpo
voci registrate Luka Bouffard, Caroline Breton, Geoffrey Carey, Charles Chemin, Nils Haarmann, Alli McInnes e Robert Wilson
testi da Charles Chemin, Emily Dickinson, Maurice Maeterlinck, Arthur Rimbaud, William Shakespeare e Georg Trakl

Programma

20 SILENCES è la combinazione di una pièce teatrale e di una pièce musicale. Un essere umano contempla lo spazio assoluto. È uno studio sull’infinito e sull’eternità, il nulla ed altri mondi, pianeti e stelle, sui destini umani, l’inconoscibile, la vita prima della nascita e dopo la morte. Uno studio irrazionale condotto da esseri con capacità di comprensione limitate. Ciò che comunemente chiamiamo “conoscenza” è, in realtà “comprendere di non sapere”. Non c’è nulla di simile ad uno spazio vuoto o ad un tempo vuoto. Il silenzio è una composizione complessa. 20 SILENCES è un progetto del compositore Dom Bouffard e del regista teatrale Charles Chemin, focalizzato sul comportamento individuale e spontaneo dell’uomo rispetto all’eterno e all’infinito. Per parlare degli esseri umani si fa guarda allo spazio e alla formazione dei pianeti. Lasciando da parte la drammaturgia tradizionale, si lavora sulle reazioni sensoriali, cognitive ed intellettuali all’ambiente circostante. Per gli uomini, la sensazione di infinità e di perdita di controllo è affascinante ed inquietante. La materia circostante vive di una vita propria su una dimensione per loro incomprensibile. Lo spettacolo immerge il pubblico in un ambiente in cui sperimenta il rapporto con l’inconoscibile, la materia e gli altri esseri umani stessi, mentre due diverse situazioni si sviluppano parallelamente: il PAESAGGIO SONORO e la PERFORMANCE DAL VIVO.

Il PAESAGGIO SONORO è fatto di elementi naturali, voci, testi, suoni, musica strumentale, vibrazioni. Rappresenta lo spazio esterno, la materia vivente. Anche se i suoi diversi livelli sono accuratamente composti, ha una vita sua propria: il volume, la spazializzazione, e la combinazione dei livelli sonori sono creati dal vivo attraverso un algoritmo. Conosciamo il copione, come gli elementi chimici basilari, ma il dosaggio e la miscela sono imprevedibili. Si è immersi in un ambiente di attività primordiali: il Big Bang, la formazione dei pianeti, l’evoluzione della materia fino all’emergere della vita. La sfida è comporre con elementi che non sono normalmente presenti nel suono, come il vuoto, lo spazio e, soprattutto, il silenzio che, in realtà, non esiste. Ciò che comunemente chiamiamo silenzio è di fatto, pieno di rumori, di attività, siano essi il rumore della strada o il battito del cuore.

La PERFORMANCE DAL VIVO è un evento visuale, spaziale e vocale creato da un attore che interagisce con il pubblico, in un intreccio conflittuale con il Paesaggio sonoro. Cerca di essere autonoma, ma spesso viene sopraffatta dall’effetto sonoro. L’attore si esibisce di fronte al pubblico, rivolgendosi alle persone e cercando di superare la distanza che li divide. Arriva a scambiare i ruoli, portando la gente sul palco e recitando dalla platea all’inizio dello spettacolo. Il lavoro nasce da ricerche e laboratori svolti alla NASA e cerca l’auto-ridefinizione dell’essere umano davanti all’immensità dello spazio. L’azione si confronta con i concetti di libertà e di inaspettato. Una combinazione di danza e recitazione che va dall’improvvisazione e dal libero dialogo con gli spettatori a coreografie definite e a citazioni di testi poetici. L’attore alterna momenti onirici ad altri molto concreti, con una volubilità del tutto umana